Recensione – Il filo di porpora – Vanessa Criconia

12 Ottobre 2021

𝙉𝙤𝙣 𝙨𝙚𝙧𝙫𝙚 𝙛𝙖𝙧𝙚 𝙥𝙖𝙘𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝙪𝙣𝙖 𝙘𝙖𝙧𝙚𝙯𝙯𝙖, 𝙨𝙚 𝙥𝙤𝙞 𝙙𝙚𝙫𝙞 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙣𝙪𝙤𝙫𝙤 𝙪𝙣 𝙜𝙞𝙤𝙘𝙖𝙩𝙩𝙤𝙡𝙤 𝙧𝙤𝙩𝙩𝙤.
[FABRIZIO CARAMAGNA]

Scheda Tecnica

  • Titolo: Il filo di porpora
  • Autore: Vanessa Criconia
  • Editore:‎ Leonida
  • Data pubblicazione: 1 settembre 2017
  • Genere: Narrativa 
  • Copertina flessibile:‎ 144 pagine
  • Copertina flessibile: 12,35 euro

Trama

Quando nasciamo veniamo accolti… e chi ci accoglie per primo è l’affetto di una donna. Quella stessa donna che ci ha portato con sé ora si separa da noi e ci rende individui ma rimane ancora così vicino da non farci sentire che siamo due. E siamo ancora completamente dipendenti e quella dipendenza ci serve ed è la sola al mondo che ci farà bene nella vita. Cosa succede se non c’è accoglienza? Cosa capita in natura se questo immenso compito materno non viene portato a termine? Se non c’è nessuno ad aspettare, a riscaldare, a dare attenzione, cosa si spezzerà?

Recensione

Ho finito di leggere il libro che vi sto per presentare mentre me ne stavo seduta in riva al mare, in un tiepido pomeriggio di fine settembre e vi posso assicurare che le righe di questa tenera storia facevano lo stesso rumore delle onde che, dispiaciute, si agitavano nella loro solitudine autunnale.

Si tratta del primo romanzo di 𝑽𝒂𝒏𝒆𝒔𝒔𝒂 𝑪𝒓𝒊𝒄𝒐𝒏𝒊𝒂 dal titolo 𝐈𝐋 𝐅𝐈𝐋𝐎 𝐃𝐈 𝐏𝐎𝐑𝐏𝐎𝐑𝐀 (Leonida Edizioni) con la prefazione di Ines Testoni.
Questo libro, attraverso una scrittura piuttosto delicata ed elegante, affronta uno tra i problemi più ostici e drammatici della società attuale, difficile da redimere, in considerazione dei numeri che, puntualmente, ogni giorno, troviamo sui giornali. Si tratta dell’annoso problema della violenza di genere.

Leggendo questo meraviglioso romanzo, e per rispondere alla domanda posta nella trama, ho scoperto cosa si scatena in chi, come Cristina, la protagonista, non ha ricevuto la giusta dose d’amore durante il primo periodo della sua vita. Cristina cerca un riscatto affettivo che manifesta attraverso un attaccamento morboso verso le amicizie che intesse durante il suo cammino. Una su tutte, quella verso Sofia che purtroppo risulta essere vittima di violenza domestica, fisica e psicologica, perpetrata nei suoi confronti dal marito.

𝑵𝒐𝒏 𝒉𝒐 𝒍𝒂𝒔𝒄𝒊𝒂𝒕𝒐 𝒂𝒏𝒅𝒂𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒍 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒊𝒆𝒓𝒐 𝒎𝒂𝒈𝒊𝒄𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒇𝒂 𝒄𝒓𝒆𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒊 𝒃𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒊 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒏𝒔𝒆𝒈𝒖𝒊𝒕𝒊 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒖𝒏𝒂 𝒐 𝒅𝒊 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒂𝒓𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒎𝒐𝒏𝒕𝒂𝒈𝒏𝒆. 𝑰𝒐 𝒆̀ 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒗𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐. 𝑴𝒂𝒈𝒊𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒂 𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂. 𝑻𝒐𝒄𝒄𝒂𝒓𝒆 𝒍’𝒂𝒓𝒊𝒂, 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒍𝒆 𝒔𝒕𝒆𝒍𝒍𝒆, 𝒔𝒕𝒖𝒑𝒊𝒓𝒎𝒊 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒇𝒊𝒐𝒓𝒆, 𝒔𝒆𝒈𝒖𝒊𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒗𝒐𝒍𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒇𝒂𝒓𝒇𝒂𝒍𝒍𝒆.

Cristina sente l’incontenibile bisogno di aiutare Sofia e insieme a lei la sua bambina, ad uscire dalla terribile realtà in cui sono drammaticamente piombate.

Attraverso Cristina, che cerca disperatamente se stessa nelle altre donne, noi, lettori e lettrici, riusciamo a metterci nei panni di chi, come Sofia, subisce la violenza, rendendoci conto che, come sottolinea la Testoni nella prefazione, nel mondo femminile non c’è molta coesione e che se le donne si unissero sarebbe molto più semplice combattere contro gli stereotipi di una società che ancora non si concede di lasciarsi andare al cambiamento.

L’autrice attraverso questo bellissimo libro, che a tratti si fa diario, induce a molteplici riflessioni e lo fa coinvolgendo nel suo racconto parecchie figure, sia femminili che maschili, ciascuna con un ruolo importante che va a sottolineare la necessità, per entrambe i sessi, di combattere con la stessa intensità contro ogni forma di dipendenza, perché la dipendenza è un mostro duro da sconfiggere. La dipendenza non guarda in faccia nessuno!

𝑳𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒑𝒂𝒓𝒂 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒗𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒇𝒂𝒓𝒄𝒊 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒆̀ 𝒍𝒆𝒊 𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂𝒓𝒆, 𝒂𝒇𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒂𝒓𝒍𝒆 𝒆̀ 𝒂𝒇𝒇𝒆𝒓𝒎𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒅𝒆𝒕𝒆𝒓𝒎𝒊𝒏𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊 𝒅𝒊 𝒄𝒂𝒓𝒏𝒆 𝒆 𝒔𝒐𝒈𝒏𝒊, 𝒅𝒊 𝒍𝒊𝒗𝒊𝒅𝒊 𝒆 𝒈𝒖𝒂𝒓𝒊𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆.

Vanessa Criconia porta avanti il suo messaggio con l’intenzione di comunicare quanto sia devastante accettare abusi da qualcuno che ami e che i segni visibili, che sono lividi e cicatrici, sono solo una piccolissima parte del dolore che la violenza domestica è capace di provocare.
Attraverso il suo romanzo Vanessa, senza praticare nessuna forma di assistenzialismo e da educatrice, attiva e competente quale è, affronta questo terribile fenomeno e ritiene che per sradicarlo bisogna partire dalla base dell’educazione, impartendo ai bambini e alle bambine due principi cardine dell’autorealizzazione ovvero il rispetto degli altri e la stima di se.

Dopodiché sarà molto più semplice sfuggire a quelle dipendenze affettive che non fanno altro che sottrarre valore al nostro essere e imparando che l’amore ha e avrà sempre un limite che si chiama dignità. Perché il rispetto per se stessi ha un prezzo molto alto, che non ammette sconti, con cui saziare un amore che non riempie, ma che, bensì, ferisce e indebolisce.

Vanessa mette a disposizione le sue competenze in materia presentando il suo libro nella scuola primaria e collaborando, a Padova, con l’Assessorato per le Pari Opportunità affinché si continui a promuovere la tanto agognata parità di genere. Complimenti a questa giovane e promettente autrice che con la sua caparbietà porta avanti una missione nobile e necessaria e che attraverso un libro come IL FILO DI PORPORA riesce a farlo entrando in maniera discreta e delicata nelle storie della gente.

Tornerò sicuramente a parlarvi di Vanessa Criconia.

Promesso!

La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

12 Ottobre 2021 𝙉𝙤𝙣 𝙨𝙚𝙧𝙫𝙚 𝙛𝙖𝙧𝙚 𝙥𝙖𝙘𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝙪𝙣𝙖 𝙘𝙖𝙧𝙚𝙯𝙯𝙖, 𝙨𝙚 𝙥𝙤𝙞 𝙙𝙚𝙫𝙞 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙣𝙪𝙤𝙫𝙤 𝙪𝙣 𝙜𝙞𝙤𝙘𝙖𝙩𝙩𝙤𝙡𝙤 𝙧𝙤𝙩𝙩𝙤.[FABRIZIO CARAMAGNA] Scheda Tecnica Titolo: Il filo di porporaAutore: Vanessa CriconiaEditore:‎ Leonida Data pubblicazione: 1 settembre 2017Genere: Narrativa Copertina flessibile:‎ 144 pagineCopertina flessibile: 12,35 euro Trama Quando nasciamo veniamo accolti... e chi ci accoglie per primo è l’affetto di una… Continua a leggere Recensione – Il filo di porpora – Vanessa Criconia

Recensione – Il corpo delle onde  – Lisa Pisani

18 settembre 2021

“ɭɑ ɱɑɭɑʈʈiɑ è iɭ ɭɑʈo ɳoʈʈʋɽɳo ɗeɭɭɑ viʈɑ, ʋɳɑ ƈiʈʈɑɗiɳɑɳʐɑ ƥiʋ̀ oɳeɽoʂɑ. 
ʈʋʈʈi ɋʋeɭɭi ƈɧe ɳɑʂƈoɳo ɧɑɳɳo ʋɳɑ ɗoƥƥiɑ ƈiʈʈɑɗiɳɑɳʐɑ, ɳeɭ ɽeɠɳo ɗeɭɭo ʂʈɑɽ ɓeɳe e iɳ ɋʋeɭɭo ɗeɭɭo ʂʈɑɽ ɱɑɭe. ƥɽeʄeɽiɽeɱɱo ʈʋʈʈi ʂeɽviɽƈi ʂoɭo ɗeɭ ƥɑʂʂɑƥoɽʈo ɓʋoɳo, ɱɑ ƥɽiɱɑ o ƥoi oɠɳʋɳo vieɳe ƈoʂʈɽeʈʈo, ɑɭɱeɳo ƥeɽ ʋɳ ƈeɽʈo ƥeɽioɗo, ɑ ɽiƈoɳoʂƈeɽʂi ƈiʈʈɑɗiɳo ɗeɭɭ’ɑɭʈɽo ƥɑeʂe.” 
[SUSAN SONTAG]

Scheda Tecnica

Trama

Ci sono malattie che non hanno un volto preciso, perché accompagnate da una sintomatologia particolare o cosiddette “orfane” cioè senza un nome. Questo libro ripercorre il cammino verso la diagnosi attraverso le enormi difficoltà che spesso incontra un malato. E nel percorso si ritrova anche il senso della vita e della lotta, interrogandosi su quanto sia importante circondarsi di rapporti solidi e prendersi cura di se stessi.

Recensione

Carissimi lettori e carissime lettrici, dopo una prolungata assenza eccomi tornata nel nostro blog, nel posto in cui riesco a condividere in maniera piuttosto spontanea ogni mia nuova emozione.
Un’estate molto intensa sta per cedere il passo all’autunno.
Ma non intensa nel senso di un’estate piena di sole, mare, divertimento e serate all’aperto. Quest’anno niente di tutto questo per me (magari mi rifarò in autunno), bensì un’estate di accurata riflessione su determinati temi e argomenti che prenderanno spazio nel mio prossimo futuro, con contestuale messa in opera di essi; cosa che ha  richiesto molto tempo, impegno e dedizione da parte mia. Data la portata delicatissima degli argomenti, ho lasciato volutamente scorrere via l’estate e attendere settembre, che si sa già, è un mese un po’ più “serio” per dedicarsi con maggiore attenzione alla trattazione di alcune tematiche.
Motivo per cui apro adesso le porte ad un argomento delicatissimo, che in questo particolare periodo della mia vita ricopre un ruolo molto importante, legato a scelte professionali.
Ma non lasciatevi spaventare dalla parola, perché alcune parole mostruose come per esempio “malattia” in taluni casi possono voler dire, come mi ha insegnato Lisa Pisani, “rinascita”. 

Oggi vi presento “Il corpo delle onde”, profonda testimonianza di una sofferenza lunga e lacerante e della voglia incontenibile di rivalsa,  di Lisa Pisani.
Un libro, mille stati d’animo… non solo disperazione e sconforto, ma anche sorrisi e voglia di vivere.
Questo è Lisa!

Ha toccato il fondo Lisa, 
ma su quel fondo non ci è rimasta.

“ℙ𝕦𝕣𝕥𝕣𝕠𝕡𝕡𝕠 𝕟𝕠𝕟 𝕡𝕠𝕤𝕤𝕠 𝕔𝕒𝕟𝕔𝕖𝕝𝕝𝕒𝕣𝕖 𝕟𝕖𝕤𝕤𝕦𝕟𝕒 𝕕𝕖𝕝𝕝𝕖 𝕤𝕖𝕟𝕤𝕒𝕫𝕚𝕠𝕟𝕚 𝕔𝕙𝕖 𝕙𝕠 𝕡𝕣𝕠𝕧𝕒𝕥𝕠, 𝕟𝕖𝕤𝕤𝕦𝕟 𝕕𝕠𝕝𝕠𝕣𝕖, 𝕟𝕖𝕤𝕤𝕦𝕟𝕒 𝕦𝕞𝕚𝕝𝕚𝕒𝕫𝕚𝕠𝕟𝕖 𝕟𝕖𝕤𝕤𝕦𝕟 𝕤𝕠𝕡𝕣𝕦𝕤𝕠. 𝕊𝕠𝕟𝕠 𝕒𝕡𝕡𝕒𝕣𝕥𝕖𝕟𝕖𝕟𝕥𝕚 𝕒𝕝 𝕡𝕒𝕤𝕤𝕒𝕥𝕠, 𝕞𝕒 𝕢𝕦𝕒𝕟𝕕𝕠 𝕚𝕝 𝕡𝕖𝕟𝕤𝕚𝕖𝕣𝕠 𝕤𝕚 𝕤𝕠𝕗𝕗𝕖𝕣𝕞𝕒 𝕒 𝕘𝕦𝕒𝕣𝕕𝕒𝕣𝕖 𝕢𝕦𝕖𝕝𝕝𝕒 𝕃𝕚𝕤𝕒 𝕕𝕚𝕖𝕥𝕣𝕠 𝕞𝕖, 𝕟𝕠𝕟 𝕡𝕠𝕤𝕤𝕠 𝕔𝕙𝕖 𝕝𝕒𝕤𝕔𝕚𝕒𝕣𝕞𝕚 𝕤𝕔𝕚𝕧𝕠𝕝𝕒𝕣𝕖 𝕦𝕟𝕒 𝕝𝕒𝕔𝕣𝕚𝕞𝕒 𝕤𝕦𝕝 𝕧𝕚𝕤𝕠 𝕡𝕖𝕣 𝕚𝕝 𝕞𝕠𝕕𝕠 𝕚𝕟 𝕔𝕦𝕚 𝕖̀ 𝕤𝕥𝕒𝕥𝕒 𝕥𝕣𝕒𝕥𝕥𝕒𝕥𝕒.”

La malinconia resta!!!
Ma, cara Lisa, ricorda bene che essa è appannaggio di anime superiori.
Già, proprio come la tua che, nonostante le tenebre più fitte e intrecciate, è riuscita a scovare quell’esile, impercettibile filo di luce, che ti ha indicato la strada.
La strada per non arrendersi.
La strada per la risalita.

Lisa Pisani è fatta di quella luce che contiene amore smisurato per se stessa e, paradossalmente, anche per la sua malattia che lei considera come una sorella gemella a cui ha imparato a dare ascolto e a gestirla. Considero “Il corpo delle onde” altamente formativo perché, in molti aspetti, aiuta ad accettare e a gestire le condizioni di una malattia.

“𝕃𝕖𝕚, 𝕝𝕒 𝕞𝕚𝕒 𝕘𝕖𝕞𝕖𝕝𝕝𝕒 𝕔𝕠𝕟 𝕚𝕝 𝕧𝕖𝕤𝕥𝕚𝕥𝕠 𝕕𝕚 𝕦𝕟 𝕦𝕣𝕒𝕘𝕒𝕟𝕠, 𝕓𝕖𝕝𝕝𝕚𝕤𝕤𝕚𝕞𝕒 𝕟𝕖𝕝 𝕤𝕦𝕠 𝕓𝕝𝕦 𝕚𝕟𝕥𝕖𝕟𝕤𝕠, 𝕔𝕠𝕟 𝕚𝕝 𝕤𝕠𝕣𝕣𝕚𝕤𝕠 𝕤𝕗𝕦𝕞𝕒𝕥𝕠 𝕕𝕚 𝕘𝕣𝕚𝕘𝕚𝕠, 𝕒𝕝𝕝𝕦𝕟𝕘𝕒 𝕝𝕒 𝕤𝕦𝕒 𝕞𝕒𝕟𝕠 𝕕𝕚 𝕧𝕖𝕟𝕥𝕠 𝕖 𝕞𝕚 𝕒𝕔𝕔𝕒𝕣𝕖𝕫𝕫𝕒. 𝕊𝕠 𝕔𝕙𝕖 𝕞𝕚 𝕕𝕖𝕧𝕒𝕤𝕥𝕖𝕣𝕒̀ 𝕔𝕠𝕞𝕖 𝕟𝕠𝕟 𝕙𝕒 𝕡𝕠𝕥𝕦𝕥𝕠 𝕗𝕒𝕣𝕖 𝕗𝕚𝕟𝕠 𝕒𝕕 𝕠𝕣𝕒. ℕ𝕠𝕟 𝕖̀ 𝕔𝕒𝕥𝕥𝕚𝕧𝕒, 𝕖̀ 𝕝𝕒 𝕤𝕦𝕒 𝕟𝕒𝕥𝕦𝕣𝕒, 𝕠𝕓𝕓𝕖𝕕𝕚𝕤𝕔𝕖 𝕒𝕝𝕝𝕒 𝕔𝕙𝕚𝕞𝕚𝕔𝕒, 𝕒𝕝𝕝𝕒 𝕘𝕖𝕟𝕖𝕥𝕚𝕔𝕒, 𝕞𝕚 𝕤𝕔𝕠𝕞𝕡𝕚𝕘𝕝𝕚𝕒 𝕔𝕠𝕟 𝕚𝕝 𝕤𝕠𝕣𝕣𝕚𝕤𝕠 𝕤𝕦𝕝𝕝𝕖 𝕝𝕒𝕓𝕓𝕣𝕒, 𝕡𝕚𝕒𝕟𝕘𝕖 𝕡𝕖𝕣𝕔𝕙𝕖́ 𝕟𝕠𝕟 𝕡𝕦𝕠̀ 𝕗𝕖𝕣𝕞𝕒𝕣𝕤𝕚.”

Un libro da leggere, un viaggio da compiere insieme all’autrice che, così come ci farà toccare il dolore più straziante, nel corpo e nell’anima, ci farà anche sentire quella forza che lei stessa ha trovato e che le ha permesso di andare avanti. 
A testa alta, con fierezza ed orgoglio.

Grazie Lisa per aver voluto, con profondo altruismo e grande generosità, rendere testimonianza del tuo percorso, delle avversità che hai incontrato, della malattia e della conseguente rinascita che non vuol dire essere diventati esenti dal dolore, ma semplicemente di aver imparato come affrontarlo, in modo diverso e più consapevole.

E grazie a chi come te, non perde occasione, avendo vissuto sulla propria pelle situazioni difficili legate alla malattia, di dare il proprio contributo affinché ognuno non debba sentirsi solo in un contesto in cui spesso nessuno vuole entrare.
Considero la vostra testimonianza piena di valore e altresì un modo efficace di affacciarsi a nuove prospettive e di conseguenza a nuove speranze.

Immensa stima e grande ammirazione.

La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

18 settembre 2021 "ɭɑ ɱɑɭɑʈʈiɑ è iɭ ɭɑʈo ɳoʈʈʋɽɳo ɗeɭɭɑ viʈɑ, ʋɳɑ ƈiʈʈɑɗiɳɑɳʐɑ ƥiʋ̀ oɳeɽoʂɑ. ʈʋʈʈi ɋʋeɭɭi ƈɧe ɳɑʂƈoɳo ɧɑɳɳo ʋɳɑ ɗoƥƥiɑ ƈiʈʈɑɗiɳɑɳʐɑ, ɳeɭ ɽeɠɳo ɗeɭɭo ʂʈɑɽ ɓeɳe e iɳ ɋʋeɭɭo ɗeɭɭo ʂʈɑɽ ɱɑɭe. ƥɽeʄeɽiɽeɱɱo ʈʋʈʈi ʂeɽviɽƈi ʂoɭo ɗeɭ ƥɑʂʂɑƥoɽʈo ɓʋoɳo, ɱɑ ƥɽiɱɑ o ƥoi oɠɳʋɳo vieɳe ƈoʂʈɽeʈʈo, ɑɭɱeɳo ƥeɽ ʋɳ ƈeɽʈo ƥeɽioɗo, ɑ ɽiƈoɳoʂƈeɽʂi ƈiʈʈɑɗiɳo ɗeɭɭ’ɑɭʈɽo… Continua a leggere Recensione – Il corpo delle onde  – Lisa Pisani

Recensione – Bullet Journal del lettore – Palma Caramia

Scheda Tecnica

  • Titolo: Bullet Journal del lettore
  • Creatore: Palma Caramia
  • Editore : Independently published
  • Data pubblicazione: 19 gennaio 2021
  • Lingua : Italiano
  • Copertina flessibile : 249 pagine
  • Peso articolo : 440 g
  • Dimensioni : 15.24 x 1.45 x 22.86 cm
  • Copertina Opaca, Carta bianca
  • Prezzo: 12,50 euro

Descrizione

Il bullet journal nasce come metodologia per organizzare al meglio la propria giornata e rendere più produttivo il tempo. Generalmente i bullet journal sono realizzati dalle persone in base alle diverse necessità, nel Bullet Journal del Lettore realizzato da @unteconlapalma (su Instagram) è composto da alcuni schemi base da personalizzare con stickers e adesivi di colori e temi preferiti. Le linee sono lievi e tendono al grigio in modo da colorare senza alterare le sfumature. Troverete estratti di autori (self e/o casa editrice) che hanno partecipato all’iniziativa Progetto Top Secret per conoscere nuove realtà e nel caso incuriosirvi per aumentare le vostre wishlist. Vi invito a taggare l’autore degli estratti che più vi aggradano. Per vedere l’interno dell’Agenda andate sul sito http://www.unteconlapalma.com

  • Bullet Journal puntinato, formato 15,24 x 22,86 cm (6″ x 9″), un totale di 249 pagine con carta bianca, spessore adatto all’uso di pennarelli ed evidenziatori con il minimo rischio di sbavatura,
  • Agenda settimanale, senza data, pianificazione settimanale e mensile
  • Copertina flessibile, effetto opaco

Recensione

Conosco una ragazza… chissà se la conoscete anche voi?
Bellissima, con il sorriso sempre pronto e la testa piena di ricci… si fa chiamare la  Cappellaia matta, perché il suo estro creativo la accomuna a quello brioso e geniale del personaggio da cui prende ispirazione, la versione al maschile, il Cappellaio matto, e poi.. come lui ama prendere il tè… questione di classe.
Beh… avete capito chi è questa ragazza?
Se la cercate la potete trovare facilmente in libreria, perché lei vive di libri.
Adesso avete capito eh?!!
Si sto parlando proprio di lei, la nostra Palma, immensa e generosa, ha creato un’opera e vi ha messo dentro un po’ di noi, un po’ di me.
Un’opera particolare, non ne vedevo in giro da tanto tempo e certamente mai avrei pensato di esserne parte integrante, insieme ad altri autori, attraverso gli estratti più belli delle nostre opere, che ne hanno accresciuto il valore.

“Il bullet Journal del lettore” di Palma Caramia è il protagonista di questo articolo.

Cos’è il bullet journal?
Un’agenda? Anche!
Ma più che altro il bullet è un metodo che permette di organizzare in maniera ordinata e sistematica i nostri progetti, impegni e scadenze, a medio e lungo termine, ma in modo assolutamente personalizzato.
Possiamo compilarlo con tutto ciò che desideriamo, dalle faccende più serie e gravose alle nostre passioni più svariate.
In particolar modo Il bullet journal di Palma si rivolge ai lettori e a tutti coloro che vivono nel mondo parallelo della letteratura e dei libri… tra noi booklover ci intendiamo.
Perché abbiamo in mente sempre un nuovo titolo, un’ispirazione, un’ inclinazione verso un tema che ci sta a cuore e soprattutto desideriamo riuscire a leggere tantissimi libri e c’è chi desidera star dietro alle nuove uscite, per non perdersi il nuovo autore che ha appena pubblicato e quindi, insomma, noi lettori abbiamo proprio la necessità di questo bullet.

Ve lo consiglio caldamente. Ma quello di Palma però!
Perché è terribilmente vivace nella sua completezza. È prezioso grazie al contributo letterario di noi autori, che abbiamo donato una parte della nostra opera perché ci rendeva orgogliosi far parte di questo magico strumento realizzato con grande fantasia, inventiva e genialità e che allo stesso tempo si rende estremamente utile nella gestione della nostra comune passione.

Complimenti Palma hai fatto un ottimo lavoro. Non si poteva desiderare di meglio.

La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

Cosa trovate all’interno?

L’agenda è suddivisa in:

  • Che cos’è il Bullet Journal
  • Bacheca motivazionale (2 pagine)
  • Calendario 12 mesi (1 pagina)
  • Buoni propositi (1 pagina)
  • Libreria (4 pagine)
  • Wishlist (2 pagine)
  • Calendario mensile (12 pagine)
  • TBR mensile (12 pagine)
  • Pagine lette mensile (12 pagine)
  • 54 Settimane visibili su due pagine
  • Note/Appunti

Scheda Tecnica Titolo: Bullet Journal del lettoreCreatore: Palma CaramiaEditore : Independently published Data pubblicazione: 19 gennaio 2021Lingua : ItalianoCopertina flessibile : 249 paginePeso articolo : 440 gDimensioni : 15.24 x 1.45 x 22.86 cmCopertina Opaca, Carta biancaPrezzo: 12,50 euro Descrizione Il bullet journal nasce come metodologia per organizzare al meglio la propria giornata e rendere più produttivo il tempo. Generalmente… Continua a leggere Recensione – Bullet Journal del lettore – Palma Caramia

Recensione – Muro contro muro – Giorgia Amantini

6 Febbraio 2021

Abbiamo bisogno della storia, non perché ci dica cosa è successo o per spiegare il passato, ma per fare vivere il passato così che possa spiegarci come rendere possibile il futuro.
[Allan David Bloom]

Scheda Tecnica

  • Titolo: Muro contro muro
  • Autore: Giorgia Amantini
  • Casa editrice: Argento vivo
  • Data pubblicazione: novembre 2020
  • Copertina: flessibile
  • Genere: Narrativa
  • Cartaceo: € 10,00

Trama

Il 9 Novembre 1989 Derek e Alexandra si incontrano-scontrano durante la caduta del muro di Berlino.
Est contro Ovest, ambizioni contro sogni, un muro interiore che soltanto l’amore cercherà di abbattere, attraversando 25 anni di storia in cui la storia stessa, passando per l’11 Settembre 2001, testimonierà loro che in realtà, anche se quel muro è ancora vivo dentro di noi, la speranza di abbatterlo non dovrà cadere.

Recensione

Cari lettori e cari lettrici, benvenuti in questo nuovo articolo. Dopo un gennaio dedicato alla poesia, ho sentito la necessità di intraprendere un nuovo viaggio verso un genere molto attinente al periodo che noi tutti stiamo vivendo. In un periodo come questo, triste e complesso (e non soltanto per la pandemia), che farà la storia, che entrerà nella storia, l’esigenza maggiore sta nel cercare fonti nel passato, in eventi in cui l’umanità terribilmente provata ha cercato, con innato spirito di sopravvivenza, di sollevarsi dalle proprie “macerie”.
Ho intrapreso questo viaggio con Giorgia Amantini, una giovane autrice romana, e con il suo secondo lavoro, “Muro contro muro”, edizioni Argento Vivo.

New York, 12 Settembre 2001
Dodici anni fa è crollato un muro che credevo potesse aprire le porte alla nostra libertà. Di pensiero, di espressione, di integrazione.
Ieri sono crollate due torri a ricordarci che quella libertà è rimasta imprigionata nelle nostre intenzioni.
[…] E oggi, sentendomi ferito come fossi uno di voi (e io sono uno di voi) vi chiedo di non parlare di nazioni e vendette, di guerre e attacchi, di fierezza e orgoglio. Vi chiedo soltanto un lunghissimo minuto di silenzio…

Scrive così Derek, il protagonista della narrazione, mentre tenta di elaborare lo sconvolgente avvenimento del giorno prima. Elaborazione alquanto dolorosa per una mente ancora scossa dall’esistenza di “quel maledetto muro”.
E adesso si chiedeva se, ideologicamente, quel muro fosse mai veramente crollato.
Dopo la caduta del muro di Berlino Derek, insieme ad Alexandra, conosciuta nella notte della caduta, vive a pieno la sua vita. Segue le sue inclinazioni assecondando le sue passioni. Ma poi… nuove delusioni, a livello personale e collettivo…
L’amore tra i due protagonisti si chiude, ma non finisce…
Poi… l’amico di sempre perito sotto le macerie del World Trade Center…
E ancora… la preoccupazione per il suo giovane figlio e per il mondo che gli lascerà, che noi tutti lasceremo ai nostri figli.

Berlino, 10 novembre 2014
Sono passati venticinque anni dalla caduta del nostro muro.
Nostro, perché ogni berlinese che lo ha vissuto ce l’ha dentro e lo porterà con sé fino alla morte.
Lo abbiamo abbattuto in nome di qualcosa in cui credevamo, un qualcosa che poi ci ha tradito.
Ma forse siamo stati noi ad aver tradito quel qualcosa.

Si chiude così questa intensa narrazione, che l’autrice ha arricchito con profonde riflessioni di carattere storico, su quello che ha rappresentato il Novecento e su quello che caratterizzerà il nuovo millennio.
Sul finale, alla delicatissima penna della Amantini, sfugge una dolce nota che accompagna l’inizio di un nuovo amore.
Secondo la mia personale interpretazione si tratta di una metafora, dove l’autrice interseca la nascita di una nuova storia d’amore con la nascita di una nuova era, dove l’umanità continuerà a fare la storia senza mai smettere di sperare in tempi migliori, creando nuove e solide fondamenta da realizzare attraverso l’unione.

Ringrazio Giorgia Amantini per avermi offerto, mediante quest’opera, la possibilità di vivere attraverso una connotazione romantica la Storia, quella che sta sui libri di scuola, quella che spesso riscuote ostilità tra gli studenti di tutte le età. Trovo che il metodo utilizzato dall’autrice sia coinvolgente e accattivante, il miglior modo con cui tutti i nostri ragazzi dovrebbero approcciarsi a questa materia, perché i sentimenti non possono essere messi da parte, neanche nella narrazione degli eventi più tragici e in questo libro ne ho trovato atto.
L’intreccio è curatissimo e scorrevole. Argomenti di grande spessore culturale sono stati trattati in maniera fluida e accessibile.
Tornerò sicuramente a parlarvi di questa interessante autrice e del suo potere di trattare con delicata e serena obiettività anche gli argomenti più intricati.

La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

6 Febbraio 2021 Abbiamo bisogno della storia, non perché ci dica cosa è successo o per spiegare il passato, ma per fare vivere il passato così che possa spiegarci come rendere possibile il futuro.[Allan David Bloom] Scheda Tecnica Titolo: Muro contro muroAutore: Giorgia AmantiniCasa editrice: Argento vivoData pubblicazione: novembre 2020Copertina: flessibileGenere: NarrativaCartaceo: € 10,00 Trama… Continua a leggere Recensione – Muro contro muro – Giorgia Amantini

Recensione – Oltre il finito – Cruciano Runfola

2 Gennaio 2021

Alcuni luoghi parlano con voce distinta. Certi giardini stillanti reclamano a tutti i costi un delitto; certe vecchie case esigono di essere popolate da fantasmi; certe coste sono messe da parte per i naufraghi. Sembrano ancora in attesa della leggenda giusta.
[Robert Louis Stevenson]

Scheda Tecnica

  • Titolo: Oltre il finito
  • Autore: Cruciano Runfola
  • Casa editrice: Edizioni Arianna
  • Data pubblicazione: 2020
  • Copertina: flessibile
  • Genere: Poesia
  • Cartaceo: € 10,00

ESTRATTO DELLA PREFAZIONE a cura di Franco Li Pomi

L’autore finisce con l’assumere la poesia come necessità di vita, come necessità di scavo interiore per rintracciare “scarti” di significato che possano domare la sua “sete” di verità esistenziali e di fede.
È con la poesia che egli dà voce alla più semplice delle sue sensazioni – visive, acustiche, tattili, olfattive, gustative – e le trasforma in occasioni introspettive per allargare in libertà l’orizzonte della sua immaginazione e disegnare ardite combinazioni di nessi sintattici e spericolate coerenze semantiche che fanno affiorare un magma informe in direzioni imperscrutabili. Avviene così che la sua poesia assume come cifra stilistica una “anarchia sintattica”, “un disordine creativo” che irrompono con tutta la loro forza nella struttura del testo provocando un fruttuoso smarrimento sia nell’autore che nel lettore.
[…] Quando la sua poesia, in questo tentativo di auto-narrazione del sé, si apre alla realtà sociale e familiare, incontra un nuovo campo di significati personali, ma anche sociali, che mettono da parte, solo parzialmente il lirismo della sua poesia, ed emerge una parte di sé nella quale l’autore si riconosce profondamente e autenticamente: il mondo dei contadini, la fatica quotidiana dei suoi genitori, la forza semplice degli affetti familiari, ma anche il grezzo cinismo dei rapporti di produzione nei campi, l’impotenza insieme al dolore e alla rabbia degli “ultimi”.

Recensione

Carissimi lettori e carissime lettrici,
eccolo qui il tanto atteso 2021. Un altro anno, nuovo di zecca, ci è stato consegnato.
Un nuovo anno tutto da sfogliare e da scoprire, esattamente come le pagine di un libro.
Ed io desidero farvi degli auguri particolari, più che mai sentiti.
Auguri di un anno pieno di profonde emozioni, di coinvolgenti passioni e di incantevoli meraviglie.
E con quale genere letterario il Review diary poteva augurarvi tutto ciò?

Beh … sappiate che ho corso un rischio! Perché ho scelto il più tosto dei generi letterari, un genere da me tanto amato quanto temuto e, per questo motivo, finora mai trattato. Ma ho pensato fosse il genere ideale per dare un tocco in più, di magia e amore, ai miei auguri e per iniziare al meglio il nuovo anno insieme. Oggi il posto d’onore nella mia rubrica è riservato alla poesia.

E per inaugurare l’ingresso di questo nuovo genere vi presento “Oltre il finito”, la seconda silloge poetica di Cruciano Runfola.
L’autore vive a Cerda, piccolo paese di collina della Valle del Torto, in provincia di Palermo. È sposato e padre di quattro figli. Insegna a scuola, dopo aver frequentato, spinto da una profonda passione e motivazione, la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli Studi di Palermo.
Una vita ricca di stimoli, come può essere quella di un marito-padre e insegnante, molto propenso a creare occasioni che possano concretizzarsi in esperienze di crescita per i suoi allievi, in un istituto molto al passo con i tempi, con il pronto supporto dei suoi colleghi e delle sue colleghe, per i quali e per le quali egli rappresenta un’importante punto di riferimento.
Ma… esiste un passato con cui l’autore non smette di fare i conti!

C’è un elenco di avvenimenti tragici che hanno segnato profondamente l’anima sensibile dell’uomo e del poeta.
Avvenimenti caratterizzati da lutti da elaborare, per sé e per i suoi cari.
Un uomo che affronta eventi dolorosi, non solo in prima persona, facendosi carico degli effetti devastanti che questi eventi hanno provocato sulle persone da lui amate.
Profondamente legato ai suoi familiari e alle sue origini, egli si carica dello schiacciante peso del loro dolore, proprio come fosse il suo.
E questo richiede, oltre una certa resistenza, anche  una massiccia dose di energia che il poeta trova trasformandola in poesia.
Perché questo è la poesia: un catalizzatore di emozioni che convoglia e trasforma, secondo il proprio stato emotivo, le sensazioni al fine di trarne nuova forza e slancio per il domani.
Penso sia una sensazione dolcissima, un po’ come sgravarsi di dosso un peso eccessivo.
Un’illuminazione improvvisa che di colpo ti tira fuori da buio più profondo.

“Un impulso incontrollabile
il mio subconscio si muove
lo trattengo, malvolentieri.
Cristallizzo il mio sguardo
faccio leva sulla mia energia
confuso, marmoreo mi rendo.”

Nella sua raccolta, ricca di contenuti e molteplici sfaccettature, Cruciano Runfola inserisce le fasi della sua intera esistenza e quella dei suoi ascendenti.
Ed ecco così il manifestarsi di un attaccamento viscerale alle proprie origini e alla sua terra natia, ricordandomi con prepotenza alcune note della poesia leopardiana e ricordandomi con altrettanta prepotenza che quella terra natia, in fondo, è anche la mia!
“La terra delle canne”, così chiamata per i numerosi canneti che vi si trovavano sparsi qua e là, prima che i contadini iniziassero, con il loro duro lavoro a rendere fertile quei terreni. Terreni ottenuti con la lotta, affinché si affermasse il diritto al pane e alla dignità.
Queste comuni origini riescono a farmi entrare in forte empatia con le sensazioni provate dal poeta nel rievocare quei luoghi antichi. I luoghi da dove veniamo e dove abbiamo trascorso la nostra infanzia ci plasmano e contribuiscono a foggiare la nostra identità incidendo notevolmente sul nostro modo di essere e di rapportarci con il mondo che ci circonda.
Il poeta spesso mi rappresenta, soprattutto nell’espressione amorevole verso la terra d’origine e rappresenta tutto l’amore per le persone care che su quella terra non camminano più, ma che hanno lasciato le loro radici intrappolate di sotto. Non radici sterili, ma vive e feconde, che continuano a generare i propri frutti grazie all’ “inchiostro animato” del poeta Runfola.
Il trionfo della memoria!  L’unico mezzo per acquisire il coraggio di vivere perché ci permette di divenire, giorno dopo giorno, più competenti della vita. La memoria come antidoto alla paura e al dolore.

“Dalle tue fattezze emergerà
la mia splendente eternità,
una tangibile vita verace
a detrattori ed estimatori
in saecula saeculorum, amen.”

Una raccolta “Oltre il finito” dove incontriamo i temi legati alla ricerca dell’essenza negli affetti e, attraverso il sogno, al male, al dolore, alla speranza, alla fede e all’amore. Una raccolta che non perde mai lo slancio poetico-emozionale. Ma vi è un tema che fa cambiare l’approccio del poeta verso la sua poesia che, con un’ inconsueta flessibilità, trasforma i versi, li rende più “raziocinanti”.
Ciò avviene quando il poeta parla degli ultimi, degli afflitti, di coloro che non hanno voce. Avviene quando difende le fatiche della gente che vive e loda il proprio umile lavoro, anche quando esso richiede immani fatiche e comporta numerosi soprusi da sopportare. Cose che purtroppo non sono mancate nel normale scorrere della vita nel mondo contadino.

Un mondo affamato di pane
vestito di cenci
sporco di sporcizia.
Dove c’era innanzi il cuore
il padre sclerotico moriva nel suo letto
la madre si toglieva di bocca il pane
non si tradivano gli amici
era rispettato il diverso
son questi i veri tesori
non la zappa a due punte
di un’archeologia ricca.”

Raccolta densa di significato, ricca di suggestioni e palese dimostrazione d’amore per la Terra, per  la Natura e per l’Umanità.
Molto commovente il ricordo dell’amico Luciano Messina. Amico con cui condivideva i luoghi natii e scomparso prematuramente dopo una vita spesa, con la massima dedizione, in favore della nostra comunità e del progresso.
Nulla è stato facile per Luciano. Mi unisco al ricordo affettuoso del poeta.
L’autore, con immensa generosità e spirito di condivisione, mette su un tavolo ricordi, dolori ed emozioni.
Un uomo che non teme di rivelarsi, dimostrandoci, così facendo, una smisurata fiducia nel prossimo, considerandolo degno depositario di ogni suo più intimo stato emotivo.
Consiglio la lettura dell’opera a chi ha la passione per il vero e le storie realmente vissute perché “Oltre il finito” è uno scrigno che contiene l’intera biografia del poeta Runfola, da “Zero all’Infinito”.

Ed ecco, recuperato ho il sorriso
contagiante, travolgente
che trabocca dall’essenza
della mia anima, confortante.
Ed anche adesso, sulla soglia
del mio triste passaggio
continuo a sorridere
di un millenario riso non mio
marchiante i cuori del mio dintorno
in un perenne eterno ricordo.

La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

2 Gennaio 2021 Alcuni luoghi parlano con voce distinta. Certi giardini stillanti reclamano a tutti i costi un delitto; certe vecchie case esigono di essere popolate da fantasmi; certe coste sono messe da parte per i naufraghi. Sembrano ancora in attesa della leggenda giusta.[Robert Louis Stevenson] Scheda Tecnica Titolo: Oltre il finitoAutore: Cruciano RunfolaCasa editrice:… Continua a leggere Recensione – Oltre il finito – Cruciano Runfola

#REVIEWDIARY – Damiana – Vincenzo Muscarella

28 Novembre 2020

Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci.

La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima.
Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.
[Èlie Wiesel]

Scheda Tecnica

•Titolo: Damiana
•Autore: Vincenzo Muscarella
• Casa editrice: Edizioni Arianna
• Data pubblicazione: Febbraio 2017
•Copertina: flessibile
•Genere: Narrativa
Cartaceo: € 15,00

ESTRATTO DELLA PREFAZIONE a cura di Roberto Sottile

È la campagna, coi suoi piccoli paesi, con il suo immobile entroterra, con la sua “transizione necessaria”, a fare da décor al romanzo di Vincenzo Muscarella. In essa si muovono figure il cui portato culturale appartiene al mondo ormai perduto della pre-modernità accanto ad altre che, invece, della modernità incarnano lo slancio più sincero e più profondo (ma forse anche più ingenuo) verso il “nuovo”.
C’è di buono in quel vecchio e c’è di buono in questo nuovo.
Un ricco materiale per imbastire una storia intergenerazionale che oppone i vecchi ai giovani perché ne oppone i rispettivi valori.
Ma ci sono vecchi e vecchi e ci sono giovani e giovani.
E c’è del buono, del cattivo.
C’è una famiglia mafiosa da un lato, che, all’interno di una piccola comunità, decide tutto e di tutti, e c’è una famiglia di gente per bene, che subisce quelle decisioni.
Ma c’è un momento in cui il meccanismo si inceppa.
Ci sono angherie e soprusi che non possono essere sopportati anche quando chi dovrebbe ribellarsi non lo fa per paura o per vigliaccheria .
Toccherà a Damiana, donna e madre, mettere a posto le cose. Lo farà con un’azione indiretta che solo la più cupa disperazione può dettare e giustificare.
Ma, in fondo, è proprio quella disperazione, per la quale anche noi soffriamo insieme alla protagonista del romanzo, che finisce quasi per rendere accettabile ai nostri occhi la sua drammatica decisione, forse anche perché l’ autore riesce a farci entrare da subito in empatia con una donna straordinaria che prende in mano la situazione e cerca una via d’uscita finché, alla fine, in qualche modo, la trova.

Recensione

Cari lettori, bentrovati!

Bentrovati presso quella che penso sia la recensione di uno dei libri più conturbanti che abbia mai letto in età adulta o quanto meno nel ruolo di donna, moglie e madre.
Un libro che scuote profondamente il proprio essere e la propria coscienza, ma così tanto, che ad un certo punto della narrazione pensi di non essere più abbastanza lucida per discernere il bene dal male, che cosa è giusto fare e cosa invece no.
E alla fine ringrazi infinitamente l’autore per averti regalato quell’epilogo che “mette a posto” un po’ di cose e favorisce la visione di una nuova opportunità, di un futuro rinnovato per la protagonista.

“Progetto grafico a cura di Vincenzo Ognibene”

“Damiana” risulta essere il romanzo d’esordio di Vincenzo Muscarella e la sua stesura ha comportato, come l’autore stesso rivela, un forte e intenso coinvolgimento emotivo che lo ha spinto diverse volte a fermarsi, per riprendere il “respiro”, lo stesso respiro che troppo spesso viene a mancare leggendo le pagine di questo capolavoro.
L’ autore pensava a quest’opera come ad un’analisi autonoma dei fatti di coscienza, destinata a restare conservata gelosamente e con cura dentro un cassetto o quantomeno ad essere condivisa con pochi preziosi amici.
Ma, proprio grazie all’intervento di uno dei suoi più fraterni amici, Francesco Giunta, cantautore palermitano fortemente motivato alla diffusione della cultura siciliana nel mondo, che l’autore si convince a pubblicare “Damiana” dando così ad un vasto pubblico la possibilità di conoscere questa donna coinvolgente e sconvolgente, esattamente come il suo nome, Damiana, dal grande potere evocativo.

Lo scrittore esplora il tormentato universo femminile della protagonista (Damiana è madre a sua volta di tre figlie) e ce lo narra con equilibrio e chiarezza, per permettere (e ci riesce magistralmente) di entrare in forte empatia con la protagonista, con questa donna che, spinta da un dolore devastante per i troppi soprusi ricevuti, compie un gesto eclatante, un’azione dalla quale indietro non si torna.

“Progetto discografico a cura di Francesco Giunta”

Un’azione dalla quale è difficile se non impossibile prendere le distanze!
Ci passi su molto tempo… per cercare le parole giuste che permettano di esternare approvazione o disappunto verso il gesto finale di Damiana, che senza mezzi termini affermo che si tratta di un gesto salvifico, che mette a posto i pezzi di cuore, infranti e sparsi nel fango, di questa povera donna, figlia, sorella, moglie e madre. In troppi di questi ruoli Damiana è stata violentata e privata della possibilità di goderne serenamente. Una vita devastata da poteri tanto forti quanto crudeli, che lei rifiutava con forza di assecondare, ma che sempre più spesso si ritrovava a farci i conti.

Subiva Damiana… sotto molti aspetti subiva.

In cuor suo riconosceva che le tante paure e i timori che affollavano la sua testa erano più che fondati, ma non riusciva ad ottenere l’ascolto e l’attenzione del marito, di quell’uomo che avrebbe dovuto proteggere lei e le loro figlie dal pericolo che sentiva sempre più vicino.
Non riusciva…perché ci troviamo in un’epoca in cui il punto di vista di una donna non riceveva importanza e alla povera Damiana toccava vivere alla giornata, pregando ogni santo giorno perché non succedesse niente di male a lei e alle sue figlie.

Ma così non è andata! E le paure di Damiana divennero fatti.
E fu un susseguirsi di atti mostruosi all’interno della sua famiglia che la condussero dritta verso la ricerca di una esemplare forma di giustizia.
Il suo cuore aveva ormai perso troppi colpi e si era trasformato in un ordigno, silente e immobile, pronto ad esplodere “in un solo colpo”, dirompente e irreversibile. E così è stato!
E proprio così Vincenzo Muscarella riesce a portare a termine un’opera sofferta, il cui elaborato, impegnativo e sfibrante, ha messo a dura prova la sua sensibilità di uomo, di marito e di padre.

Lo scrittore dimostra una profonda vicinanza emotiva a delle problematiche che colpiscono prevalentemente la donna, per merito di una spiccata sensibilità, che gli permette di esternare la sua parte femminile che, non raramente, possiamo trovare in ogni uomo.
Ma non solo vicinanza emotiva!

L’autore in quest’opera si avvale della concreta collaborazione di altri artisti che, come lui, attraverso le potenzialità emotive della loro arte, (la musica, il canto, la poesia) diffondono un messaggio diretto e incisivo sul valore della donna. Nasce così “ …e pi Damiana cantu!” un CD ideato e prodotto da Francesco Giunta con la partecipazione di Ezio Noto, Edoardo De Angelis, Moni Ovadia, delle rappresentazioni grafiche di Vincenzo Ognibene e con il contributo della memoria di Pino Veneziano e Pino Battaglia.

Un punto d’incontro dove le arti si sovrappongono, si abbracciano e ci raccontano una storia con il chiaro intento di celebrare la donna e i suoi punti di forza.
Uomini al lavoro per sensibilizzare uomini e donne al sempre più urgente tema che affligge la società odierna, dove il fenomeno della violenza sulle donne sta assumendo dimensioni gigantesche, in virtù del numero sempre più elevato di vittime.

Un lavoro per celebrare la donna con le sue tante forme di bellezza e di virtù, con la speranza di smuovere le coscienze degli “immobili” che ancora non riescono ad accettare la doverosa evoluzione finalmente concessa alla figura femminile, che ancora troppo spesso viene messa a repentaglio.
Un lavoro che si contraddistingue grazie anche, oltre che alla bravura degli artisti coinvolti, al forte impatto del dialetto siciliano usato nelle opere per rendere più incisivo e sentito il messaggio.
Consiglio vivamente la lettura di “Damiana”, e contestualmente l’ascolto del CD, perché è un romanzo molto ben strutturato, con un’ accurata descrizione dei luoghi e dei personaggi, che permette facilmente di immedesimarsi nelle vicende.
Lo consiglio perché lo sviluppo spesso vi farà venire le palpitazioni (assicurate).

“ Che cosa succede nella mente, di una donna, di una madre, di una sorella, nell’apprendere la morte di un figlio, di un fratello, nell’ istante in cui sente strappare un pezzo della propria anima?
Damiana si ritrovò accovacciata a terra con le spalle al muro, gli occhi sbarrati, una mano penzolante tra le cosce nude nel vano tentativo di fermare un getto di pipì pregno di paura, mentre l’altra, stretta quasi a sanguinare, tra i denti bloccava la fuga delle grida di disperazione.”

Lo consiglio perché non manca l’impronta identitaria di una cultura regionale, ricca e intensa in emozioni, impressioni e suggestioni come può essere la Sicilia e che il Muscarella, fortemente legato a quest’isola, con uno stile accattivante, riesce perfettamente a mettere in luce. Tra l’altro l’opera presenta spesso dialoghi, locuzioni e modi dire in dialetto siciliano che le conferiscono particolare enfasi e naturale coinvolgimento durante la lettura.

La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

28 Novembre 2020 Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima.Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.[Èlie Wiesel] Scheda Tecnica •Titolo: Damiana•Autore: Vincenzo Muscarella• Casa… Continua a leggere #REVIEWDIARY – Damiana – Vincenzo Muscarella