Recensione – Cenerentola indossava le Diadora – Rosalba Costanza

24 Dicembre 2021

“Solo io posso giudicarmi. Io so il mio passato, io so il motivo delle mie scelte, io so quello che ho dentro. Io so quanto ho sofferto, io so quanto posso essere forte e fragile, io e nessun altro.”
[Oscar Wilde]

Scheda Tecnica

  • Titolo: Cenerentola indossava le Diadora
  • Autore: Rosalba Costanza
  • Editore: ‎Scatole Parlanti
  • Data pubblicazione: 22 ottobre 2021
  • Genere: Narrativa Contemporanea
  • Copertina flessibile:‎ 116 pagine
  • Cartaceo: 13,00 euro su amazon a 12,35 euro

Trama

“Cenerentola indossava le Diadora” è il rocambolesco flusso di coscienza di una donna ironica e al contempo spietata, una disillusa quarantenne che raccontandosi rivela al lettore di aver imparato a gestire relazioni e situazioni paradossali, e anche a non prendersi troppo sul serio. Così, sempre con le Diadora ai piedi, la protagonista di questo peculiare testo fornisce una nuova chiave di lettura, a tratti cinica e provocatoria, sull’amore e la vita, mettendo a nudo vizi, difetti e perdonabili leggerezze, sia del complesso universo maschile che di quello femminile.

Recensione

Cari lettori e care lettrici, tempo di Natale… tempo di favole… tempo cosparso di magia. Elementi essenziali per onorare queste festività natalizie e per potervi augurare un Natale sereno, felice e magari, magari pieno zeppo di magia proprio come succede nelle favole. E vi assicuro, non è impossibile! Solo se tutto ciò lo facciamo dipendere da noi stessi. Perché se il lieto fine non c’è quasi mai allora regaliamoci un uovo inizio.

C’era una volta…iniziano tutte così le favole. Si raccontano ai bambini così come alle bambine per lasciar intendere una morale e ricavarne un’insegnamento.
Ma… siamo sicuri che i mezzi utilizzati siano quelli giusti per raggiungere il tanto agognato lieto fine?
Mezzi che spesso sono oggetti magici oppure oggetti fuori dal comune come la scarpetta di cristallo di Cenerentola?

“Cenerentola non ci siamo! Io non ci sto e lo scrivo, qui e adesso. La tua fiaba mi ha stancato, annoiato, tediato, stufato. Generazioni di bambine cresciute con il mito di un ridicolo uomo in calzamaglia chiedono giustizia e pretendono verità.”

A suscitare in me questa domanda tanto semplice quanto astrusa è stata Rosalba Costanza con il suo secondo lavoro dal titolo “Cenerentola indossava le Diadora” edito da Scatole Parlanti.
È tosto il titolo!
Rompe tutti gli schemi. Propone una nuova e inaspettata prospettiva, un nuovo modo di vedere le cose.
E pensate un po’… tutto questo è narrato in chiave tragi-comica con eventi estremamente significativi  che si evolvono in modo leggero e ironico. Rosalba dolcemente, brillantemente e con tanto di autoironia si ribella all’imposizione di dover forzatamente indossare una scarpetta di cristallo e decide di indossare le Diadora, che nel contesto di questo intrigante flusso di coscienza assumono un significato ben preciso. 

Siamo in presenza di una Cenerentola Alternativa che non ha bisogno di carrozze, cavalli bianchi e abiti principeschi per trovare un principe che la salvi.
Assolutamente no!
Ciascuno di noi si salva da solo. E questo non vuol dire non sentire il bisogno degli altri bensì auto realizzarsi per donare il meglio di se agli altri. È la visione di una donna piena di gioia per la vita, seppur, ogni tanto questa vita le ha lanciato qualche incantesimo subdolo e nocivo.
Ma questo non vuol dire rinunciare ad un lieto fine se solo comprendiamo fino in fondo e riusciamo ad individuare l’oggetto magico che fa per noi.

Grazie Rosalba Costanza per questo “favoloso” e ben curato viaggio introspettivo. Grazie per tutti i sorrisi che ho lasciato tra le pagine del libro e grazie per la tua immensa generosità nel voler raccontare apertamente aneddoti sulla tua vita con l’intento di dimostrare che attraverso l’amore la passione, il coraggio e la determinazione si riesce a tirare fuori anche il sogno più nascosto che giace nel nostro cassetto.

Io, per imitare la tua spettacolare autoironia, cara Rosalba Costanza, per oggi, presa da un attimo di confusione su quali scarpe indossare, resto scalza. E poi ti farò sapere quale lieto fine avrà la mia favola.
Un mondo di affettuosi auguri!

La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

24 Dicembre 2021 “Solo io posso giudicarmi. Io so il mio passato, io so il motivo delle mie scelte, io so quello che ho dentro. Io so quanto ho sofferto, io so quanto posso essere forte e fragile, io e nessun altro.”[Oscar Wilde] Scheda Tecnica Titolo: Cenerentola indossava le DiadoraAutore: Rosalba CostanzaEditore: ‎Scatole Parlanti Data… Continua a leggere Recensione – Cenerentola indossava le Diadora – Rosalba Costanza

Recensione – Paolo Borsellino. I giorni della paura e del coraggio – Fabio Lo Bono

Scheda Tecnica

  • Titolo: Paolo Borsellino. I giorni della paura e del coraggio 
  • Autore: Fabio Lo Bono
  • Illustratore: Alotta E.
  • Editore:‎ Lo Bono 
  • Data pubblicazione: novembre 2021
  • Genere: Graphic Novel 
  • Copertina flessibile:‎ 112 pagine
  • Prezzo: € 10.00

Trama

Un graphic novel dedicato a un simbolo assoluto dell’antimafia: Paolo Borsellino. Nel libro Fabio Lo Bono racconta gli ultimi cinquantasette giorni di vita del magistrato, dell’uomo, del marito e del padre Paolo Borsellino. “Un uomo solo, lasciato al suo triste destino contro nemici invisibili e in lotta contro un tempo troppo breve per completare un percorso tracciato di ricerca, verità e giustizia – scrive l’autore – un magistrato che assieme all’amico Giovanni Falcone aveva preso coscienza della forza dirompente che Cosa Nostra esercitava sulla Sicilia e sulla Nazione intera.

Recensione

Certe strade sanno parlare, evocare, trasfondere… instillando, goccia a goccia, sentimenti ed emozioni in maniera così dolce e penetrante da raggiungere il punto più profondo dell’animo umano.
Ed è per questo che in una splendida e soleggiata domenica d’autunno, come spesso la mia Palermo sa donare, mi sono recata in Via D’Amelio.

In una mano il libro di Fabio Lo Bono dedicato a Paolo Borsellino e nell’altra una rosa bianca ornata da un nastro tricolore per omaggiare la memoria del grande eroe quale è il nostro compianto giudice Paolo Borsellino ucciso dalla mafia  il 19 luglio 1992, insieme ai cinque agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Agostino Catalano e Claudio Traina.
Erano le 16.58 quando in Via D’Amelio si scatenò l’inferno a causa dell’esplosione di una Fiat 126 rubata che al suo interno conteneva circa 90 kg di esplosivo, posteggiata all’altezza del civico 21 dove abitavano la mamma e la sorella del giudice e presso le quali si era recato in visita.

Un boato fortissimo, le fiamme che divamparono immediatamente e in un attimo sei persone scomparirono per sempre. 
I loro corpi trucidati. 
Le famiglie distrutte. 
L’Italia era nuovamente sconvolta. 
Solo 57 giorni prima si era consumata la Strage di Capaci.
Palermo si ritrovava a vivere una scena di dolore devastante e l’intera nazione ripiombava impotente nello sgomento di fronte ad una scena in cui si consumava un atto vile ed efferato. Le terribili ferite che ha procurato, ancora oggi, sono  aperte e per accorgersene basta rimanere per qualche minuto in Via D’Amelio e incrociare gli sguardi della gente.

Nella buca lasciata dall’esplosione, un anno dopo, per iniziativa di Maria Pia Lepanto, mamma del giudice Borsellino, fu piantato un ulivo proveniente da Betlemme, simbolo di rigenerazione, di solidarietà, d’impegno civile e di giustizia: l’Albero della Pace.

Ho provato emozioni profonde e contrastanti intrattenendomi in quel luogo della memoria, sostando proprio sotto l’Albero della Pace e tentando di vivere il momento drammatico dell’attentato… 
Ho riscontrato e percepito un magnetismo particolare e la prima parola che in quel frangente mi rimbombava nella testa è stata “coraggio”.
Sì proprio questa parola astratta ma che racchiude in se il senso di massima forza della natura.
Via D’Amelio è intrisa da questo sentimento che è l’apice di qualsiasi ambizione umana ed è soprattutto questo che viene evidenziato ai molti ragazzi che vanno a rendere omaggio in quel luogo: l’eccezionale coraggio fisico e morale dimostrato dal giudice Borsellino.

A pensarla come me, sulla Via D’Amelio, Michele La Tona, un uomo di teatro e per il teatro che, spinto dal desiderio di dar luce a quella strada, non si lasciò sfuggire l’occasione di una rappresentazione teatrale per la regia di Giorgio Strehler dal titolo “Madre  coraggio di Sarajevo” proprio in Via D’Amelio.

Una scelta per niente casuale: “E’ la cultura che si ribella alla burocrazia. Questo non è uno spettacolo. È un simbolo! La scelta di via D’Amelio come scenario naturale – affermó entusiasta Strehler – servirà a far capire che la guerra è il fallimento dell’umano”. Anche per questo motivo il testo di Brecht sarà portato dallo stesso Strehler nella martoriata città bosniaca. 

Ringrazio dal profondo del cuore Fabio Lo Bono, giornalista, storico e responsabile del Museo Civico di Termini Imerese nonché l’autore del libro “Paolo Borsellino. I giorni della paura e del coraggio” edito da Lo Bono Editore.
La lettura di questo libro, tra l’altro presentato in maniera molto particolare mi ha dato la spinta definitiva a non rimandare più la visita in via D’Amelio.
Il libro è un curatissimo graphic novel con la prefazione di Lucia Borsellino, i disegni di Emanuele Alotta e la grafica di Dario Lo Bono che attraverso la rappresentazione di numerose scene narra, con minuzia di particolari, gli ultimi 57 giorni di vita del giudice Paolo Borsellino. I 57 giorni compresi tra la Strage di Capaci e la Strage di via D’Amelio che poi lo vide perire. La narrazione condensa in maniera toccante e incisiva i sentimenti provati dal giudice in quel doloroso frangente, in cui fortemente provato dalla perdita dell’amico Giovanni Falcone faceva i conti con la sua esistenza che egli stesso sentiva sfuggirsi dalle mani giorno dopo giorno.
La sua fu una morte preannunciata e lui lo sapeva benissimo. Eppure continuò, in totale solitudine, il duro lavoro iniziato con il collega.

Con grande sorpresa, sfogliando le pagine del libro, mi sono ritrovata tra le mani un graphic novel, cosa che ha suscitato in me grande approvazione perché ritengo che questo genere, oltre a risultare molto coinvolgente grazie all’utilizzo di particolari tecniche di rappresentazioni visive, sia uno strumento didattico prezioso per somministrare ai più giovani argomenti che trattano temi molto gravi, che richiedono una certa cautela nella loro trattazione. 

Quindi complimenti sinceri a Fabio Lo Bono che con questo ed altri suoi pregevoli lavori dimostra il forte attaccamento per la nostra terra di Sicilia spendendosi spassionatamente in numerosi progetti che ne esaltano e ne valorizzano la sconfinata bellezza.

La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

Scheda Tecnica Titolo: Paolo Borsellino. I giorni della paura e del coraggio Autore: Fabio Lo BonoIllustratore: Alotta E.Editore:‎ Lo Bono Data pubblicazione: novembre 2021Genere: Graphic Novel Copertina flessibile:‎ 112 paginePrezzo: € 10.00 Trama Un graphic novel dedicato a un simbolo assoluto dell’antimafia: Paolo Borsellino. Nel libro Fabio Lo Bono racconta gli ultimi cinquantasette giorni di vita del magistrato, dell’uomo,… Continua a leggere Recensione – Paolo Borsellino. I giorni della paura e del coraggio – Fabio Lo Bono

Recensione – Il filo di porpora – Vanessa Criconia

12 Ottobre 2021

𝙉𝙤𝙣 𝙨𝙚𝙧𝙫𝙚 𝙛𝙖𝙧𝙚 𝙥𝙖𝙘𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝙪𝙣𝙖 𝙘𝙖𝙧𝙚𝙯𝙯𝙖, 𝙨𝙚 𝙥𝙤𝙞 𝙙𝙚𝙫𝙞 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙣𝙪𝙤𝙫𝙤 𝙪𝙣 𝙜𝙞𝙤𝙘𝙖𝙩𝙩𝙤𝙡𝙤 𝙧𝙤𝙩𝙩𝙤.
[FABRIZIO CARAMAGNA]

Scheda Tecnica

  • Titolo: Il filo di porpora
  • Autore: Vanessa Criconia
  • Editore:‎ Leonida
  • Data pubblicazione: 1 settembre 2017
  • Genere: Narrativa 
  • Copertina flessibile:‎ 144 pagine
  • Copertina flessibile: 12,35 euro

Trama

Quando nasciamo veniamo accolti… e chi ci accoglie per primo è l’affetto di una donna. Quella stessa donna che ci ha portato con sé ora si separa da noi e ci rende individui ma rimane ancora così vicino da non farci sentire che siamo due. E siamo ancora completamente dipendenti e quella dipendenza ci serve ed è la sola al mondo che ci farà bene nella vita. Cosa succede se non c’è accoglienza? Cosa capita in natura se questo immenso compito materno non viene portato a termine? Se non c’è nessuno ad aspettare, a riscaldare, a dare attenzione, cosa si spezzerà?

Recensione

Ho finito di leggere il libro che vi sto per presentare mentre me ne stavo seduta in riva al mare, in un tiepido pomeriggio di fine settembre e vi posso assicurare che le righe di questa tenera storia facevano lo stesso rumore delle onde che, dispiaciute, si agitavano nella loro solitudine autunnale.

Si tratta del primo romanzo di 𝑽𝒂𝒏𝒆𝒔𝒔𝒂 𝑪𝒓𝒊𝒄𝒐𝒏𝒊𝒂 dal titolo 𝐈𝐋 𝐅𝐈𝐋𝐎 𝐃𝐈 𝐏𝐎𝐑𝐏𝐎𝐑𝐀 (Leonida Edizioni) con la prefazione di Ines Testoni.
Questo libro, attraverso una scrittura piuttosto delicata ed elegante, affronta uno tra i problemi più ostici e drammatici della società attuale, difficile da redimere, in considerazione dei numeri che, puntualmente, ogni giorno, troviamo sui giornali. Si tratta dell’annoso problema della violenza di genere.

Leggendo questo meraviglioso romanzo, e per rispondere alla domanda posta nella trama, ho scoperto cosa si scatena in chi, come Cristina, la protagonista, non ha ricevuto la giusta dose d’amore durante il primo periodo della sua vita. Cristina cerca un riscatto affettivo che manifesta attraverso un attaccamento morboso verso le amicizie che intesse durante il suo cammino. Una su tutte, quella verso Sofia che purtroppo risulta essere vittima di violenza domestica, fisica e psicologica, perpetrata nei suoi confronti dal marito.

𝑵𝒐𝒏 𝒉𝒐 𝒍𝒂𝒔𝒄𝒊𝒂𝒕𝒐 𝒂𝒏𝒅𝒂𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒍 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒊𝒆𝒓𝒐 𝒎𝒂𝒈𝒊𝒄𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒇𝒂 𝒄𝒓𝒆𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒊 𝒃𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒊 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒏𝒔𝒆𝒈𝒖𝒊𝒕𝒊 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒖𝒏𝒂 𝒐 𝒅𝒊 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒂𝒓𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒎𝒐𝒏𝒕𝒂𝒈𝒏𝒆. 𝑰𝒐 𝒆̀ 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒗𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐. 𝑴𝒂𝒈𝒊𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒂 𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂. 𝑻𝒐𝒄𝒄𝒂𝒓𝒆 𝒍’𝒂𝒓𝒊𝒂, 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒍𝒆 𝒔𝒕𝒆𝒍𝒍𝒆, 𝒔𝒕𝒖𝒑𝒊𝒓𝒎𝒊 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒇𝒊𝒐𝒓𝒆, 𝒔𝒆𝒈𝒖𝒊𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒗𝒐𝒍𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒇𝒂𝒓𝒇𝒂𝒍𝒍𝒆.

Cristina sente l’incontenibile bisogno di aiutare Sofia e insieme a lei la sua bambina, ad uscire dalla terribile realtà in cui sono drammaticamente piombate.

Attraverso Cristina, che cerca disperatamente se stessa nelle altre donne, noi, lettori e lettrici, riusciamo a metterci nei panni di chi, come Sofia, subisce la violenza, rendendoci conto che, come sottolinea la Testoni nella prefazione, nel mondo femminile non c’è molta coesione e che se le donne si unissero sarebbe molto più semplice combattere contro gli stereotipi di una società che ancora non si concede di lasciarsi andare al cambiamento.

L’autrice attraverso questo bellissimo libro, che a tratti si fa diario, induce a molteplici riflessioni e lo fa coinvolgendo nel suo racconto parecchie figure, sia femminili che maschili, ciascuna con un ruolo importante che va a sottolineare la necessità, per entrambe i sessi, di combattere con la stessa intensità contro ogni forma di dipendenza, perché la dipendenza è un mostro duro da sconfiggere. La dipendenza non guarda in faccia nessuno!

𝑳𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒑𝒂𝒓𝒂 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒗𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒇𝒂𝒓𝒄𝒊 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒆̀ 𝒍𝒆𝒊 𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂𝒓𝒆, 𝒂𝒇𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒂𝒓𝒍𝒆 𝒆̀ 𝒂𝒇𝒇𝒆𝒓𝒎𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒅𝒆𝒕𝒆𝒓𝒎𝒊𝒏𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊 𝒅𝒊 𝒄𝒂𝒓𝒏𝒆 𝒆 𝒔𝒐𝒈𝒏𝒊, 𝒅𝒊 𝒍𝒊𝒗𝒊𝒅𝒊 𝒆 𝒈𝒖𝒂𝒓𝒊𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆.

Vanessa Criconia porta avanti il suo messaggio con l’intenzione di comunicare quanto sia devastante accettare abusi da qualcuno che ami e che i segni visibili, che sono lividi e cicatrici, sono solo una piccolissima parte del dolore che la violenza domestica è capace di provocare.
Attraverso il suo romanzo Vanessa, senza praticare nessuna forma di assistenzialismo e da educatrice, attiva e competente quale è, affronta questo terribile fenomeno e ritiene che per sradicarlo bisogna partire dalla base dell’educazione, impartendo ai bambini e alle bambine due principi cardine dell’autorealizzazione ovvero il rispetto degli altri e la stima di se.

Dopodiché sarà molto più semplice sfuggire a quelle dipendenze affettive che non fanno altro che sottrarre valore al nostro essere e imparando che l’amore ha e avrà sempre un limite che si chiama dignità. Perché il rispetto per se stessi ha un prezzo molto alto, che non ammette sconti, con cui saziare un amore che non riempie, ma che, bensì, ferisce e indebolisce.

Vanessa mette a disposizione le sue competenze in materia presentando il suo libro nella scuola primaria e collaborando, a Padova, con l’Assessorato per le Pari Opportunità affinché si continui a promuovere la tanto agognata parità di genere. Complimenti a questa giovane e promettente autrice che con la sua caparbietà porta avanti una missione nobile e necessaria e che attraverso un libro come IL FILO DI PORPORA riesce a farlo entrando in maniera discreta e delicata nelle storie della gente.

Tornerò sicuramente a parlarvi di Vanessa Criconia.

Promesso!

La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

12 Ottobre 2021 𝙉𝙤𝙣 𝙨𝙚𝙧𝙫𝙚 𝙛𝙖𝙧𝙚 𝙥𝙖𝙘𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝙪𝙣𝙖 𝙘𝙖𝙧𝙚𝙯𝙯𝙖, 𝙨𝙚 𝙥𝙤𝙞 𝙙𝙚𝙫𝙞 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙣𝙪𝙤𝙫𝙤 𝙪𝙣 𝙜𝙞𝙤𝙘𝙖𝙩𝙩𝙤𝙡𝙤 𝙧𝙤𝙩𝙩𝙤.[FABRIZIO CARAMAGNA] Scheda Tecnica Titolo: Il filo di porporaAutore: Vanessa CriconiaEditore:‎ Leonida Data pubblicazione: 1 settembre 2017Genere: Narrativa Copertina flessibile:‎ 144 pagineCopertina flessibile: 12,35 euro Trama Quando nasciamo veniamo accolti... e chi ci accoglie per primo è l’affetto di una… Continua a leggere Recensione – Il filo di porpora – Vanessa Criconia

Recensione – Il corpo delle onde  – Lisa Pisani

18 settembre 2021

“ɭɑ ɱɑɭɑʈʈiɑ è iɭ ɭɑʈo ɳoʈʈʋɽɳo ɗeɭɭɑ viʈɑ, ʋɳɑ ƈiʈʈɑɗiɳɑɳʐɑ ƥiʋ̀ oɳeɽoʂɑ. 
ʈʋʈʈi ɋʋeɭɭi ƈɧe ɳɑʂƈoɳo ɧɑɳɳo ʋɳɑ ɗoƥƥiɑ ƈiʈʈɑɗiɳɑɳʐɑ, ɳeɭ ɽeɠɳo ɗeɭɭo ʂʈɑɽ ɓeɳe e iɳ ɋʋeɭɭo ɗeɭɭo ʂʈɑɽ ɱɑɭe. ƥɽeʄeɽiɽeɱɱo ʈʋʈʈi ʂeɽviɽƈi ʂoɭo ɗeɭ ƥɑʂʂɑƥoɽʈo ɓʋoɳo, ɱɑ ƥɽiɱɑ o ƥoi oɠɳʋɳo vieɳe ƈoʂʈɽeʈʈo, ɑɭɱeɳo ƥeɽ ʋɳ ƈeɽʈo ƥeɽioɗo, ɑ ɽiƈoɳoʂƈeɽʂi ƈiʈʈɑɗiɳo ɗeɭɭ’ɑɭʈɽo ƥɑeʂe.” 
[SUSAN SONTAG]

Scheda Tecnica

Trama

Ci sono malattie che non hanno un volto preciso, perché accompagnate da una sintomatologia particolare o cosiddette “orfane” cioè senza un nome. Questo libro ripercorre il cammino verso la diagnosi attraverso le enormi difficoltà che spesso incontra un malato. E nel percorso si ritrova anche il senso della vita e della lotta, interrogandosi su quanto sia importante circondarsi di rapporti solidi e prendersi cura di se stessi.

Recensione

Carissimi lettori e carissime lettrici, dopo una prolungata assenza eccomi tornata nel nostro blog, nel posto in cui riesco a condividere in maniera piuttosto spontanea ogni mia nuova emozione.
Un’estate molto intensa sta per cedere il passo all’autunno.
Ma non intensa nel senso di un’estate piena di sole, mare, divertimento e serate all’aperto. Quest’anno niente di tutto questo per me (magari mi rifarò in autunno), bensì un’estate di accurata riflessione su determinati temi e argomenti che prenderanno spazio nel mio prossimo futuro, con contestuale messa in opera di essi; cosa che ha  richiesto molto tempo, impegno e dedizione da parte mia. Data la portata delicatissima degli argomenti, ho lasciato volutamente scorrere via l’estate e attendere settembre, che si sa già, è un mese un po’ più “serio” per dedicarsi con maggiore attenzione alla trattazione di alcune tematiche.
Motivo per cui apro adesso le porte ad un argomento delicatissimo, che in questo particolare periodo della mia vita ricopre un ruolo molto importante, legato a scelte professionali.
Ma non lasciatevi spaventare dalla parola, perché alcune parole mostruose come per esempio “malattia” in taluni casi possono voler dire, come mi ha insegnato Lisa Pisani, “rinascita”. 

Oggi vi presento “Il corpo delle onde”, profonda testimonianza di una sofferenza lunga e lacerante e della voglia incontenibile di rivalsa,  di Lisa Pisani.
Un libro, mille stati d’animo… non solo disperazione e sconforto, ma anche sorrisi e voglia di vivere.
Questo è Lisa!

Ha toccato il fondo Lisa, 
ma su quel fondo non ci è rimasta.

“ℙ𝕦𝕣𝕥𝕣𝕠𝕡𝕡𝕠 𝕟𝕠𝕟 𝕡𝕠𝕤𝕤𝕠 𝕔𝕒𝕟𝕔𝕖𝕝𝕝𝕒𝕣𝕖 𝕟𝕖𝕤𝕤𝕦𝕟𝕒 𝕕𝕖𝕝𝕝𝕖 𝕤𝕖𝕟𝕤𝕒𝕫𝕚𝕠𝕟𝕚 𝕔𝕙𝕖 𝕙𝕠 𝕡𝕣𝕠𝕧𝕒𝕥𝕠, 𝕟𝕖𝕤𝕤𝕦𝕟 𝕕𝕠𝕝𝕠𝕣𝕖, 𝕟𝕖𝕤𝕤𝕦𝕟𝕒 𝕦𝕞𝕚𝕝𝕚𝕒𝕫𝕚𝕠𝕟𝕖 𝕟𝕖𝕤𝕤𝕦𝕟 𝕤𝕠𝕡𝕣𝕦𝕤𝕠. 𝕊𝕠𝕟𝕠 𝕒𝕡𝕡𝕒𝕣𝕥𝕖𝕟𝕖𝕟𝕥𝕚 𝕒𝕝 𝕡𝕒𝕤𝕤𝕒𝕥𝕠, 𝕞𝕒 𝕢𝕦𝕒𝕟𝕕𝕠 𝕚𝕝 𝕡𝕖𝕟𝕤𝕚𝕖𝕣𝕠 𝕤𝕚 𝕤𝕠𝕗𝕗𝕖𝕣𝕞𝕒 𝕒 𝕘𝕦𝕒𝕣𝕕𝕒𝕣𝕖 𝕢𝕦𝕖𝕝𝕝𝕒 𝕃𝕚𝕤𝕒 𝕕𝕚𝕖𝕥𝕣𝕠 𝕞𝕖, 𝕟𝕠𝕟 𝕡𝕠𝕤𝕤𝕠 𝕔𝕙𝕖 𝕝𝕒𝕤𝕔𝕚𝕒𝕣𝕞𝕚 𝕤𝕔𝕚𝕧𝕠𝕝𝕒𝕣𝕖 𝕦𝕟𝕒 𝕝𝕒𝕔𝕣𝕚𝕞𝕒 𝕤𝕦𝕝 𝕧𝕚𝕤𝕠 𝕡𝕖𝕣 𝕚𝕝 𝕞𝕠𝕕𝕠 𝕚𝕟 𝕔𝕦𝕚 𝕖̀ 𝕤𝕥𝕒𝕥𝕒 𝕥𝕣𝕒𝕥𝕥𝕒𝕥𝕒.”

La malinconia resta!!!
Ma, cara Lisa, ricorda bene che essa è appannaggio di anime superiori.
Già, proprio come la tua che, nonostante le tenebre più fitte e intrecciate, è riuscita a scovare quell’esile, impercettibile filo di luce, che ti ha indicato la strada.
La strada per non arrendersi.
La strada per la risalita.

Lisa Pisani è fatta di quella luce che contiene amore smisurato per se stessa e, paradossalmente, anche per la sua malattia che lei considera come una sorella gemella a cui ha imparato a dare ascolto e a gestirla. Considero “Il corpo delle onde” altamente formativo perché, in molti aspetti, aiuta ad accettare e a gestire le condizioni di una malattia.

“𝕃𝕖𝕚, 𝕝𝕒 𝕞𝕚𝕒 𝕘𝕖𝕞𝕖𝕝𝕝𝕒 𝕔𝕠𝕟 𝕚𝕝 𝕧𝕖𝕤𝕥𝕚𝕥𝕠 𝕕𝕚 𝕦𝕟 𝕦𝕣𝕒𝕘𝕒𝕟𝕠, 𝕓𝕖𝕝𝕝𝕚𝕤𝕤𝕚𝕞𝕒 𝕟𝕖𝕝 𝕤𝕦𝕠 𝕓𝕝𝕦 𝕚𝕟𝕥𝕖𝕟𝕤𝕠, 𝕔𝕠𝕟 𝕚𝕝 𝕤𝕠𝕣𝕣𝕚𝕤𝕠 𝕤𝕗𝕦𝕞𝕒𝕥𝕠 𝕕𝕚 𝕘𝕣𝕚𝕘𝕚𝕠, 𝕒𝕝𝕝𝕦𝕟𝕘𝕒 𝕝𝕒 𝕤𝕦𝕒 𝕞𝕒𝕟𝕠 𝕕𝕚 𝕧𝕖𝕟𝕥𝕠 𝕖 𝕞𝕚 𝕒𝕔𝕔𝕒𝕣𝕖𝕫𝕫𝕒. 𝕊𝕠 𝕔𝕙𝕖 𝕞𝕚 𝕕𝕖𝕧𝕒𝕤𝕥𝕖𝕣𝕒̀ 𝕔𝕠𝕞𝕖 𝕟𝕠𝕟 𝕙𝕒 𝕡𝕠𝕥𝕦𝕥𝕠 𝕗𝕒𝕣𝕖 𝕗𝕚𝕟𝕠 𝕒𝕕 𝕠𝕣𝕒. ℕ𝕠𝕟 𝕖̀ 𝕔𝕒𝕥𝕥𝕚𝕧𝕒, 𝕖̀ 𝕝𝕒 𝕤𝕦𝕒 𝕟𝕒𝕥𝕦𝕣𝕒, 𝕠𝕓𝕓𝕖𝕕𝕚𝕤𝕔𝕖 𝕒𝕝𝕝𝕒 𝕔𝕙𝕚𝕞𝕚𝕔𝕒, 𝕒𝕝𝕝𝕒 𝕘𝕖𝕟𝕖𝕥𝕚𝕔𝕒, 𝕞𝕚 𝕤𝕔𝕠𝕞𝕡𝕚𝕘𝕝𝕚𝕒 𝕔𝕠𝕟 𝕚𝕝 𝕤𝕠𝕣𝕣𝕚𝕤𝕠 𝕤𝕦𝕝𝕝𝕖 𝕝𝕒𝕓𝕓𝕣𝕒, 𝕡𝕚𝕒𝕟𝕘𝕖 𝕡𝕖𝕣𝕔𝕙𝕖́ 𝕟𝕠𝕟 𝕡𝕦𝕠̀ 𝕗𝕖𝕣𝕞𝕒𝕣𝕤𝕚.”

Un libro da leggere, un viaggio da compiere insieme all’autrice che, così come ci farà toccare il dolore più straziante, nel corpo e nell’anima, ci farà anche sentire quella forza che lei stessa ha trovato e che le ha permesso di andare avanti. 
A testa alta, con fierezza ed orgoglio.

Grazie Lisa per aver voluto, con profondo altruismo e grande generosità, rendere testimonianza del tuo percorso, delle avversità che hai incontrato, della malattia e della conseguente rinascita che non vuol dire essere diventati esenti dal dolore, ma semplicemente di aver imparato come affrontarlo, in modo diverso e più consapevole.

E grazie a chi come te, non perde occasione, avendo vissuto sulla propria pelle situazioni difficili legate alla malattia, di dare il proprio contributo affinché ognuno non debba sentirsi solo in un contesto in cui spesso nessuno vuole entrare.
Considero la vostra testimonianza piena di valore e altresì un modo efficace di affacciarsi a nuove prospettive e di conseguenza a nuove speranze.

Immensa stima e grande ammirazione.

La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

18 settembre 2021 "ɭɑ ɱɑɭɑʈʈiɑ è iɭ ɭɑʈo ɳoʈʈʋɽɳo ɗeɭɭɑ viʈɑ, ʋɳɑ ƈiʈʈɑɗiɳɑɳʐɑ ƥiʋ̀ oɳeɽoʂɑ. ʈʋʈʈi ɋʋeɭɭi ƈɧe ɳɑʂƈoɳo ɧɑɳɳo ʋɳɑ ɗoƥƥiɑ ƈiʈʈɑɗiɳɑɳʐɑ, ɳeɭ ɽeɠɳo ɗeɭɭo ʂʈɑɽ ɓeɳe e iɳ ɋʋeɭɭo ɗeɭɭo ʂʈɑɽ ɱɑɭe. ƥɽeʄeɽiɽeɱɱo ʈʋʈʈi ʂeɽviɽƈi ʂoɭo ɗeɭ ƥɑʂʂɑƥoɽʈo ɓʋoɳo, ɱɑ ƥɽiɱɑ o ƥoi oɠɳʋɳo vieɳe ƈoʂʈɽeʈʈo, ɑɭɱeɳo ƥeɽ ʋɳ ƈeɽʈo ƥeɽioɗo, ɑ ɽiƈoɳoʂƈeɽʂi ƈiʈʈɑɗiɳo ɗeɭɭ’ɑɭʈɽo… Continua a leggere Recensione – Il corpo delle onde  – Lisa Pisani

Recensione – Bullet Journal del lettore – Palma Caramia

Scheda Tecnica

  • Titolo: Bullet Journal del lettore
  • Creatore: Palma Caramia
  • Editore : Independently published
  • Data pubblicazione: 19 gennaio 2021
  • Lingua : Italiano
  • Copertina flessibile : 249 pagine
  • Peso articolo : 440 g
  • Dimensioni : 15.24 x 1.45 x 22.86 cm
  • Copertina Opaca, Carta bianca
  • Prezzo: 12,50 euro

Descrizione

Il bullet journal nasce come metodologia per organizzare al meglio la propria giornata e rendere più produttivo il tempo. Generalmente i bullet journal sono realizzati dalle persone in base alle diverse necessità, nel Bullet Journal del Lettore realizzato da @unteconlapalma (su Instagram) è composto da alcuni schemi base da personalizzare con stickers e adesivi di colori e temi preferiti. Le linee sono lievi e tendono al grigio in modo da colorare senza alterare le sfumature. Troverete estratti di autori (self e/o casa editrice) che hanno partecipato all’iniziativa Progetto Top Secret per conoscere nuove realtà e nel caso incuriosirvi per aumentare le vostre wishlist. Vi invito a taggare l’autore degli estratti che più vi aggradano. Per vedere l’interno dell’Agenda andate sul sito http://www.unteconlapalma.com

  • Bullet Journal puntinato, formato 15,24 x 22,86 cm (6″ x 9″), un totale di 249 pagine con carta bianca, spessore adatto all’uso di pennarelli ed evidenziatori con il minimo rischio di sbavatura,
  • Agenda settimanale, senza data, pianificazione settimanale e mensile
  • Copertina flessibile, effetto opaco

Recensione

Conosco una ragazza… chissà se la conoscete anche voi?
Bellissima, con il sorriso sempre pronto e la testa piena di ricci… si fa chiamare la  Cappellaia matta, perché il suo estro creativo la accomuna a quello brioso e geniale del personaggio da cui prende ispirazione, la versione al maschile, il Cappellaio matto, e poi.. come lui ama prendere il tè… questione di classe.
Beh… avete capito chi è questa ragazza?
Se la cercate la potete trovare facilmente in libreria, perché lei vive di libri.
Adesso avete capito eh?!!
Si sto parlando proprio di lei, la nostra Palma, immensa e generosa, ha creato un’opera e vi ha messo dentro un po’ di noi, un po’ di me.
Un’opera particolare, non ne vedevo in giro da tanto tempo e certamente mai avrei pensato di esserne parte integrante, insieme ad altri autori, attraverso gli estratti più belli delle nostre opere, che ne hanno accresciuto il valore.

“Il bullet Journal del lettore” di Palma Caramia è il protagonista di questo articolo.

Cos’è il bullet journal?
Un’agenda? Anche!
Ma più che altro il bullet è un metodo che permette di organizzare in maniera ordinata e sistematica i nostri progetti, impegni e scadenze, a medio e lungo termine, ma in modo assolutamente personalizzato.
Possiamo compilarlo con tutto ciò che desideriamo, dalle faccende più serie e gravose alle nostre passioni più svariate.
In particolar modo Il bullet journal di Palma si rivolge ai lettori e a tutti coloro che vivono nel mondo parallelo della letteratura e dei libri… tra noi booklover ci intendiamo.
Perché abbiamo in mente sempre un nuovo titolo, un’ispirazione, un’ inclinazione verso un tema che ci sta a cuore e soprattutto desideriamo riuscire a leggere tantissimi libri e c’è chi desidera star dietro alle nuove uscite, per non perdersi il nuovo autore che ha appena pubblicato e quindi, insomma, noi lettori abbiamo proprio la necessità di questo bullet.

Ve lo consiglio caldamente. Ma quello di Palma però!
Perché è terribilmente vivace nella sua completezza. È prezioso grazie al contributo letterario di noi autori, che abbiamo donato una parte della nostra opera perché ci rendeva orgogliosi far parte di questo magico strumento realizzato con grande fantasia, inventiva e genialità e che allo stesso tempo si rende estremamente utile nella gestione della nostra comune passione.

Complimenti Palma hai fatto un ottimo lavoro. Non si poteva desiderare di meglio.

La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

Cosa trovate all’interno?

L’agenda è suddivisa in:

  • Che cos’è il Bullet Journal
  • Bacheca motivazionale (2 pagine)
  • Calendario 12 mesi (1 pagina)
  • Buoni propositi (1 pagina)
  • Libreria (4 pagine)
  • Wishlist (2 pagine)
  • Calendario mensile (12 pagine)
  • TBR mensile (12 pagine)
  • Pagine lette mensile (12 pagine)
  • 54 Settimane visibili su due pagine
  • Note/Appunti

Scheda Tecnica Titolo: Bullet Journal del lettoreCreatore: Palma CaramiaEditore : Independently published Data pubblicazione: 19 gennaio 2021Lingua : ItalianoCopertina flessibile : 249 paginePeso articolo : 440 gDimensioni : 15.24 x 1.45 x 22.86 cmCopertina Opaca, Carta biancaPrezzo: 12,50 euro Descrizione Il bullet journal nasce come metodologia per organizzare al meglio la propria giornata e rendere più produttivo il tempo. Generalmente… Continua a leggere Recensione – Bullet Journal del lettore – Palma Caramia

Recensione – Muro contro muro – Giorgia Amantini

6 Febbraio 2021

Abbiamo bisogno della storia, non perché ci dica cosa è successo o per spiegare il passato, ma per fare vivere il passato così che possa spiegarci come rendere possibile il futuro.
[Allan David Bloom]

Scheda Tecnica

  • Titolo: Muro contro muro
  • Autore: Giorgia Amantini
  • Casa editrice: Argento vivo
  • Data pubblicazione: novembre 2020
  • Copertina: flessibile
  • Genere: Narrativa
  • Cartaceo: € 10,00

Trama

Il 9 Novembre 1989 Derek e Alexandra si incontrano-scontrano durante la caduta del muro di Berlino.
Est contro Ovest, ambizioni contro sogni, un muro interiore che soltanto l’amore cercherà di abbattere, attraversando 25 anni di storia in cui la storia stessa, passando per l’11 Settembre 2001, testimonierà loro che in realtà, anche se quel muro è ancora vivo dentro di noi, la speranza di abbatterlo non dovrà cadere.

Recensione

Cari lettori e cari lettrici, benvenuti in questo nuovo articolo. Dopo un gennaio dedicato alla poesia, ho sentito la necessità di intraprendere un nuovo viaggio verso un genere molto attinente al periodo che noi tutti stiamo vivendo. In un periodo come questo, triste e complesso (e non soltanto per la pandemia), che farà la storia, che entrerà nella storia, l’esigenza maggiore sta nel cercare fonti nel passato, in eventi in cui l’umanità terribilmente provata ha cercato, con innato spirito di sopravvivenza, di sollevarsi dalle proprie “macerie”.
Ho intrapreso questo viaggio con Giorgia Amantini, una giovane autrice romana, e con il suo secondo lavoro, “Muro contro muro”, edizioni Argento Vivo.

New York, 12 Settembre 2001
Dodici anni fa è crollato un muro che credevo potesse aprire le porte alla nostra libertà. Di pensiero, di espressione, di integrazione.
Ieri sono crollate due torri a ricordarci che quella libertà è rimasta imprigionata nelle nostre intenzioni.
[…] E oggi, sentendomi ferito come fossi uno di voi (e io sono uno di voi) vi chiedo di non parlare di nazioni e vendette, di guerre e attacchi, di fierezza e orgoglio. Vi chiedo soltanto un lunghissimo minuto di silenzio…

Scrive così Derek, il protagonista della narrazione, mentre tenta di elaborare lo sconvolgente avvenimento del giorno prima. Elaborazione alquanto dolorosa per una mente ancora scossa dall’esistenza di “quel maledetto muro”.
E adesso si chiedeva se, ideologicamente, quel muro fosse mai veramente crollato.
Dopo la caduta del muro di Berlino Derek, insieme ad Alexandra, conosciuta nella notte della caduta, vive a pieno la sua vita. Segue le sue inclinazioni assecondando le sue passioni. Ma poi… nuove delusioni, a livello personale e collettivo…
L’amore tra i due protagonisti si chiude, ma non finisce…
Poi… l’amico di sempre perito sotto le macerie del World Trade Center…
E ancora… la preoccupazione per il suo giovane figlio e per il mondo che gli lascerà, che noi tutti lasceremo ai nostri figli.

Berlino, 10 novembre 2014
Sono passati venticinque anni dalla caduta del nostro muro.
Nostro, perché ogni berlinese che lo ha vissuto ce l’ha dentro e lo porterà con sé fino alla morte.
Lo abbiamo abbattuto in nome di qualcosa in cui credevamo, un qualcosa che poi ci ha tradito.
Ma forse siamo stati noi ad aver tradito quel qualcosa.

Si chiude così questa intensa narrazione, che l’autrice ha arricchito con profonde riflessioni di carattere storico, su quello che ha rappresentato il Novecento e su quello che caratterizzerà il nuovo millennio.
Sul finale, alla delicatissima penna della Amantini, sfugge una dolce nota che accompagna l’inizio di un nuovo amore.
Secondo la mia personale interpretazione si tratta di una metafora, dove l’autrice interseca la nascita di una nuova storia d’amore con la nascita di una nuova era, dove l’umanità continuerà a fare la storia senza mai smettere di sperare in tempi migliori, creando nuove e solide fondamenta da realizzare attraverso l’unione.

Ringrazio Giorgia Amantini per avermi offerto, mediante quest’opera, la possibilità di vivere attraverso una connotazione romantica la Storia, quella che sta sui libri di scuola, quella che spesso riscuote ostilità tra gli studenti di tutte le età. Trovo che il metodo utilizzato dall’autrice sia coinvolgente e accattivante, il miglior modo con cui tutti i nostri ragazzi dovrebbero approcciarsi a questa materia, perché i sentimenti non possono essere messi da parte, neanche nella narrazione degli eventi più tragici e in questo libro ne ho trovato atto.
L’intreccio è curatissimo e scorrevole. Argomenti di grande spessore culturale sono stati trattati in maniera fluida e accessibile.
Tornerò sicuramente a parlarvi di questa interessante autrice e del suo potere di trattare con delicata e serena obiettività anche gli argomenti più intricati.

La rubrica Review Diary è uno spin-off del libro Una nature lover in lockdown e nasce dal desiderio di dar seguito alle pagine del mio libro-diario, che calorosamente tutti i miei lettori mi hanno richiesto.
Salvina Cimino

6 Febbraio 2021 Abbiamo bisogno della storia, non perché ci dica cosa è successo o per spiegare il passato, ma per fare vivere il passato così che possa spiegarci come rendere possibile il futuro.[Allan David Bloom] Scheda Tecnica Titolo: Muro contro muroAutore: Giorgia AmantiniCasa editrice: Argento vivoData pubblicazione: novembre 2020Copertina: flessibileGenere: NarrativaCartaceo: € 10,00 Trama… Continua a leggere Recensione – Muro contro muro – Giorgia Amantini